Oggi vi racconto la mia prima volta.
Anzi la mia prima volta per due volte… si: perché in un solo colpo ho abbattuto due enormi tabù che mi rendevano a tutti gli effetti incapace di godere della pienezza di alcune sfaccettature dell’essere budfloggher (e se non sapete cos’è un budfloggher non avete ragione d’essere qui).
Ebbene si: per la prima volta in vita mia ho fatto la pasta in casa (da sola) e per la prima volta ho tagliato a pezzi un coniglio. Ok magari quest’ultima cosa non farà impazzire di gioia parecchi di voi, e consiglierò a Giulia di non leggere il post, ma guardare solo le foto (oddio non sono sicura che questo non lo faccia di già).
Per la mia prima volta ho scelto una pasta semplice semplice (semplice un pardepalle – come diciamo a Parigi) cioè gli strozzapreti. Un impasto “povero” di sola farina, acqua e sale, che ha nella forma e nella “ruvidezza” il punto forte. Una pasta che va accompagnata a sughi corposi, ed ecco svelata la mia seconda prima volta e l’appunto che mi sono fatta tatuare sul dorso della mano: “mai andare a comprare il coniglio nella pausa pranzo di un sabato, quando il macellaio ha mollato il banco-macelleria a sé stesso perché finireste con il dover prendere il coniglio intero e piangere per tutto il sabato notte perché non avete il coraggio di farlo a pezzi”.
(avete già notato che è un tatuaggio lunghissimo da fare sul dorso di una mano? si? ok ancora non vi siete addormentati, bravissimi.)
Mentre taglierete il coniglio, cercando di non guardarlo negli occhi e cercando di non
pensare che è esattamente grande quanto la vostra cagnolina, non vi farete prendere da attacchi isterici stile Julie in “Julie & Julia” quando cuoce l’aragosta (ok solo qualche gridolino di raccapriccio) e alla fine telefonerete alla mamma raccontandole tutto per farvi dire bravamoreseicresciuta. La mia ovviamente ha riso come a dire macomehofattoafareunafigliacosìrincoglionita – ma sono quisquilie.
Per 2 persone:
Per la pasta:
125 gr farina 00
125 gr semola di grano duro
150 ml acqua tiepida
1 presa di sale
Per il sugo:
1 coniglio sgrassato, privato delle interiora e della testa
500 gr pomodori pelati
2 spicchi d’aglio vestiti
4 foglie di alloro
4 foglie di salvia
1 costa di sedano
1 carota
2 cipolle
olio
1 rametto di rosmarino
2 bicchieri di vino rosso + vino per la marinata
brodo


Tagliate a pezzi il coniglio e mettetelo in un contenitore con l’alloro, la cipolla a pezzi, il rosmarino, l’aglio e la salvia. Coprite con il vino e lasciate a marinare per almeno due ore in frigorifero.
Fate sciogliere il sale nell’acqua e impastatevi la farina fino ad ottenere un impasto morbido e liscio.
Lasciate lievitare la palla di pasta per 15 minuti.
Con molta pazienza e calma stendere con il mattarello una sfoglia larga e tonda, giratela da sopra in sotto ed arrivate ad ottenere uno spessore di 1/2 cm
Arrotolate la sfoglia su sé stessa e tagliate delle striscioline di 2 cm di larghezza, che poi srotolerete.
Prendete una strisciolina di pasta e fatela “rotolare” fra i due palmi delle mani facendola così arricciare e poi “stracciando” la striscia nel punto in cui è ancora liscia ottenendo così delle strisce lunghe circa 5/8 cm avvolte su sé stesse.
Scolate il coniglio e fate un battuto di cipolla, sedano e carota che farete imbiondire in un giro d’olio. Aggiungete due foglie di alloro.
Fate rosolare il coniglio e sfumate con un bicchiere di vino e poi aggiungete anche l’altro bicchiere.
Salate e lasciate cuocere a fuoco bassissimo aggiungendo di tanto in tanto del brodo caldo finché la carne di coniglio non inizia a sfaldarsi.
Togliete il coniglio dal tegame, fatelo raffreddare e separate la carne dalle ossa, tritandola poi bene con un coltello o con un robottino (non frullatela troppo però)
Unite la carne tritata nel sugo che è rimasto in pentola e aggiungete i pomodori pelati, fate cuocere ancora per 15 minuti aggiustando di sale.
Portate ad ebollizione abbondante acqua, salate e buttate gli strozzapreti: appena vengono a galla sono cotti, condite con il sugo.
Con questa ricetta partecipo al contest “La pasta fatta in casa“


Abbrava! molto molto invitante! La prossima volta col cinghiale, così ti diverti di più a tagliare…
ahahahah ma sei passssso un cinghiale, non ce la farò mai *_*
ma tagliare cosa ? i preti, giusto? nessuno qua sta parlando di conglio ? giusto?!
Ciao, grazie per aver partecipato con questa gustosa ricetta. In bocca al lupo per il contest.
crepi il lupastro (povero!)
grazie mille a te
ho letto coniglio.
no.
non è vero.
ho letto coniglio.
non ho ancora letto ma giuro di aver letto coniglio.
ma mi devo essere sbagliata.
Le foto sono bellissime.
Quelle della pasta con il sugo senza coniglio.
Perchè non c’è un coniglio, giusto?!
coniglio? chi ha detto coniglio?
ma cos’è questa fissa del coniglio ora? <..>
Amore, innanzitutto COMPLIMENTI! Perchè fare la pasta fatta in casa è un’arte, ma non fare come me ti prego, che tutte le domeniche al ritmo di “che bello, che bello, sono forte!” faccio la pasta all’uovo e chiunque in casa non può più.
Inoltre COMPLIMENTI per aver fatto a pezzi il coniglio, io non ce l’avrei mai fatta, davvero…
E poi ti mando un trilione di baci ecco.
ciao ciao
V.
No ogni domenica pasta in casa non esageriamo…
(in effetti sono pazza al punto giusto per poterlo fare, ma non facciamolo sapere in giro)
Bibi bravissima, la tua pasta è meravigliosa!
A me l’hanno scorso è successo di dover fare a pezzi un agnello per Pasqua, ho pianto per tre giorni, un orrore, sangue di agnello ovunque e assomigliava in maniera spaventosa al mio cane che invece di preoccuparsi e scappare a nascondersi stava lì a guardarmi scodinzolando e leccandosi le balle sul tappeto del salotto non sapendo che con la mannaia in mano ha rischiato di perderle le balle (mannaggia al giorno che gli ho permesso di entrare in casa a sto coso peloso!!)
comunque, bravissima, davvero, ti copio la ricetta, però il coniglio lo prendo già a pezzi…
la mia bambina pelosa era entusiasta di quel che stavo facendo, o meglio, dell’odore appetitoso che sicuramente il coniglio sprigionava anche da crudo e che lei sentiva.
comunque mi sento molto eroe XD
E brava Bibi!!! Ora anche tu sei una vera “sfoglina”, come si dice qui in Romagna! Parola di “azdora”…
Devo ammettere pero’ che per me il coniglio (a meno che a tagliarlo ci abbia già pensato il macellaio) e’ sempre stato e sempre resterà tabù… Maneggio qualsiasi tipo di carne e pesce, ma il coniglio mi “fa senso”… A parte quando e’ vivo e peloso e corre felice tra l’erba!